Le Zitelle e il diavolo

Delle cinque sorelle di mia madre, ne due non si sono sposate. Zia Anna e Zia Giovanna vissero sempre insieme nella casa dei genitori. Zia Anna fu sorda per via di una malattia che aveva sofferto da bambina. Lei fu sempre protetta dalla famiglia e per questo diventó timarosa fino al punto che si spaventó quando stette molto a lungo dalla casa. Zia Giovanna , la sorella piú grande, fu spesso costretta a badare agli altri ragazzi. Per ció, mi ha detto una volta, non aveva nessuna voglia di sposarsi né di avere figli.

Tutte e due furono molto religiose. Assisterono alla messa ogni giorno e la domenica due volte. Certo credevano assolutemente al diavolo. Secondo Zia Giovanna, il diavolo poteva prendere la forma di un gatto. Non le piacevano i gatti e non permettava a loro di entrare in casa.

Una fine di settimana d’inverno mia mamma andó a trovare i genitori e le sorelle. Indossó un cappotto a collo di pelle di volpe. Lo lasció su una sedia, ma durante la notte, per caso, questo cappotto sfortunato cadde per terra. Zia Giovanna ebbe l’abitudine di andare scalza in casa ed anche di non accendere la luce per risparmiare i soldi. Quando passó vicino alla sedia, mise il piede nudo sul collo di volpe e lo prese per un gatto, cioé il diavolo in travestito di gatto. Urló per cinquante minuti. Anche Zia Anna era convinta che il diavolo fosse venuto da loro. Mia mamma accesse la luce e loro mostró che ci fu solo una pelle di volpe che non loro potrebbe nuocere.

Benché mia mamma volesse bene alle sorelle, le sempre pensava un pó pazze. Lei stessa fu culta. In fatti, si fu laureata, una cosa rara per una donna in quest’epoca. Le sembrava strano che si trovó tra due sorelle cosí superstiziose.

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