Il “Sindaco” di Piazza Bellini

Napoli é una cittá di cui tutta la storia dorme sotto la terra ma non troppo profonda. Niente che mai esisteva é scomparso, soltanto é coperto da un nuovo livello di costruzione.   Si dice che Roma é “La Cittá Eterna”, ma per me, La Cittá Eterna é Napoli con tutti i suoi scavi. La storia di Napoli si sente nella vita quotidiana.

Piazza Bellini é un quartiere di studenti. Nei quattro o cinque bar della piazza, gli studenti di musica creano le loro composizioni nel computer; i gioveni bevono un caffé mentre fanno i compiti o spediscono le loro e-mail; per strada, i famosi motorini di Napoli si muovono come serpenti per evitare le macchine che vanno con una velocitá eccessiva. Persone di ogni genere si incontrano. Affari vengono fatti.

Qualche anno fa, abitavamo pocchi passi da Piazza Bellini e ogni tanto bevevamo un cappuccino o un caffé da Café Fiorillo, dove facemmo la conoscenza di Pluto. A quel punto, Pluto aveva sedici anni e si portava con gran dignitá. Aveva il pelo bianco con punti scuri. Sarebbe stato bellissimo quando era cucciolo!

Lo vedemmo per la prima volta dopo di aver fatto una lunga passiggiata e passammo per Via Port Alba, seguita da una sosta a Café Fiorillo. Quel giorno, Pluto si mise accanto a un signore anziano che si godeva un cappuiccino e un cornetto. Pluto e il signore si guardavano. Tra loro, si effettuó una vera sfida a guardarsi che finalmente vinse Pluto. Pluto indicó che avrebbe voluto un morso del cornetto anche lui, e si mise di fronte al signore guardandolo speranzosamente, scodinzolando leggermente, mentre il suo muso toccava tavola. Aveva la luce negli occhi; aveva uno sguardo ottimistico. Poco dopo il signore gli diede un pezzo del cornetto. Pluto si sedette sotto la tavola e lo mangió lentamente perché anche lui era molto anziano.

Alla fine di quasi un anno, tornammo a New York, ma pensavamo spesso a Napoli. Dopo due anni, decidemmo di passare ancora un pó di tempo lí. Il primo giorno del nostro ritorno, andammo a Café Fiorillo per vedere Pluto. Il suo padrone si ricordó di noi. Siccome parlevamo un pò meglio l’italiano, facemmo una conversazione piacevole con lui. Sfortunatamente, Pluto non c’era; morí da un incidente stradale l’inverno prima. Aveva quasi diciotto anni. Mancava al suo padrone e anche a noi. Per noi, pensare a Napoli é pensare a Pluto.

Pluto aveva l’abitudine di mendicare cibo dai clienti di Café Fiorillo, ma non lo mangiava se non gli piaceva. Se aveva ancora fame, attraversava, lentamente e con molta cauta, la strada verso Piazza Bellini. Certo, cercava di evitare i motorini e le macchine. Ma essendo furbo, si assicurava che i guidatori lo vedessero e gli permettessero di passare tranquillamente. Quando caminava, tremava dalla vecchiaia. Ciò nonostante, Pluto vagava attraverso Via Costantinopoli a Piazza Bellini dove spulcinava negli scavi greci. Per noi americani, le mura greche sono un tesoro archiologico. Per i Napolitani, fanno parte della vita quotidiana. Tutto é antico. Le traccie di tutta la storia di Napoli si vedono dappertutto. La storia di questa cittá dopo 2500 anni continua oggi.

Il vecchio cane Pluto cercava gli scavi per qualche minuzzolo di cibo che gli sarebbe piaciuto. Dopo l’aver trovato, si stendeva al sole. Se un cane randagio si avvicinava, Pluto lanciava una sfida. Si alzava lentamenta e ringhiava dolcemente. Il cane giovane mostrava rispetto per Pluto e lo lasciava tranquillo. Non ringhiava, ma abassava la testa, scodinzolava e andava via. Tutti i cani sapevano che Pluto era Il Sincaco di Piazza Bellini. Per noi, lo sará sempre.

[Questo racconto proviene da Ciao, Napoli: a Scrapbook of Wandering in Naples,  con molta riconosaenza a Anna e Donato Guadagnoli.]

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